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Si ringraziano vivamente tutti gli allievi che hanno partecipato all'incontro all'Eremo.
E' stata una bellissima esperienza che vorremmo ripetere l'anno prossimo.

Nell'attesa riviviamola con le parole di Massimo Trinca:

Non ho avuto problemi ad accettare l'invito del mio maestro di tai chi Bruna Moratti a un "raduno" lontano dalla città, in un sito che dal nome era già una garanzia di tranquillità; L'eremo di S.Antonio, nella Tuscia periferica.


Allo stesso modo del tai chi, mi appassiona l'astronomia e subito rendo compatibili, nella mia mente, le due passioni e dando il mio "si" alla partecipazione, già sapevo che il mio STF Mirage 7 pollici sarebbe stato il mio compagno di viaggio fino all'eremo.


Ma la cosa che più mi ha sorpreso e procurato piacere era che il Maestro sapendo di questa mia astrofilia, mi proponeva di tenere anche una informale e cordiale serata divulgativa ai partecipanti. Accettai di buon grado.


Il 24 maggio in mattinata parto a velocità di crociera verso Viterbo.
Sapevo di passare un fine settimana insieme a persone  simpatiche, spiritose e intelligenti. Arrivai, qualcuno sul viale e qualcuno in finestra "dell'occhialone", una suite per pochi raccomandati. Si vociferava di salami e buon vino... Dopo i saluti e la scoperta della mia stanza, o meglio della mia cella da notte, (è un ex convento) alle 17,00 già eravamo pronti per le prime forme di tai chi. Trenta persone, insieme a eseguire le danze con l'aria, e sono certo che quest'ultima si divertiva non poco. Negli spiazzi erbosi, nei viali e le piccole corti dell'eremo i convegni orientali si dispiegavano anche con le spade che lentamente volteggiavano in una festa di brillìì, tutti a tempo, sotto una rada nevicata di pollini.


Agli occhi dei pochi ospiti curiosi che si fermavano per osservarci, i movimenti nelle forme dello stile Yang che noi adottiamo, dovevano apparire, molto lenti ma allo stesso modo gentili, larghi e felici nelle respirazioni. Certo, si possono fare degli errori, ma bisogna tenere conto che dipende dall'individuo, dipende da come, in quel preciso istante in cui inizi, tu ti poni per iniziare... altrimenti non si spiega come mai a volte si fa bene e a volte no. Poi se capiti vicino a Tiziano o a Marco vai alla grande, questo è l'unico arco di tempo dove Marco ci risparmia le sue battute.

La serata continuava con un interessantissima visita storica sapientemente guidata dal signor Mario, che ci ha fatto luce su alcune chicche cappuccine davvero singolari, tutti accalcati ad ascoltarlo e vedere ciò che ci mostrava,  Anselmo era l'unico a non sollevarsi sulla punta dei piedi per seguire le indicazioni del signor Mario, si poteva vedere da vicino un librone di musica postgregoriano davvero bello, che Daniela ha saputo  spiegare dalla lingua latina, alcuni dettagli su autore e motivazione della stesura. Interessante. Mobilia e anticaglie (con tutto il rispetto) degne da museo, un tour attraverso le stanze, passaggi di porte che aprivano a segreti già svelati. Ma, appena mi faccio distrarre da una bellissima stampa su cui mi soffermo, perdo il gruppo sparito nei meandri del convento... Esco sul cortile, il mio interesse era anche inevitabilmente diretto al meteo che non prometteva nulla di buono per le osservazioni astronomiche in programma per quella sera , speravo.


Alle 19,30 ci raggiunge, come promesso, Andrea Colagrossi un collega astrofilo, un amico che avrebbe preso molto interesse da parte di tutti noi, in quanto dotto di dislocazioni stellari e planetarie, purtroppo visto il cielo completamente coperto ci salutava rimandando a una prossima occasione. Ci sarà.


Intanto si avvicinava l'ora di cena, in una sala dove tutti, nell'attesa del primo piatto, si aprivano a discorsi e divagazioni in una atmosfera di simpatie che volavano da tavolo a tavolo come grilli, un riconoscimento abilitativo a istruttore, per due componenti il gruppo; Stefano Cupellini e Marco Biesta. Grazie al buon vino e alla buona tavola si faceva conoscenza, Barbara Buldini cordiale e simpatica, La signora Ornella e la signora Leeve che ricordava la  sua Anversa, Ernesto Colosimo, Sonia, Flavia... Vorrei nominarli tutti ma tutti i nomi non li rammento, mi dispiace. Ecco un buon caffè con la moka. Appena usciti sul cortiletto, con sorpresa il cielo si era aperto e mostrava una bellissima Orsa e Arturo che dominavano allo Zenith. Dal gruppo una voce : <<Dài Massimo prendi il telescopio!>> ... Dettofatto monto il Mirage e anche se non completamente acclimatato c'era già chi si stupiva per delle stelline nell'oculare, io per prender tempo parlo un po di Messier, l'astronomo del 600 che ha avuto la pazienza di catalogare più di 100 oggetti, e di "geografia stellare".  All'improvviso, mi accorgo che una quindicina di persone pendevano dalle mie labbra. Cavolo! Pensai sono un umilissimo astrofilo e non devo deludere nessuno. Continuai emozionato per un pò, e visto che il Leone era bello alto ancora, decisi di "sorprenderli" con Saturno, il signore degli anelli, che come previsto faceva bella mostra di sé agli occhi di tutti attraverso due oculari a ingrandimenti diversi. Innumerevoli le espressioni di sorpresa,  la simpaticissima Flavia sopra lo sgabello (purtroppo avevo il tele un po alto),  indicibile la mia soddisfazione nel vedere un vero interesse per oggetti che per molti di loro esistevano solo su fotografia. Non c'era nulla di incompatibile o contrastante con la disciplina del tai chi, un connubio secondo me da implementare in qualche modo e quanto prima vorrò chiedere al Maestro di provare a sposare ste due passioni.


Verso l'una siamo rimasti in due, Stefano mostrava curiosità e prendeva già padronanza dei movimenti del telescopio con un rispetto verso lo strumento degno di un neofita appassionato, bravo!


Alle 2,00 rimasto solo, aspettavo il grande Giove che avrebbe di poco preceduto la Luna, questi mostrava dettagli incredibili; le bande lievemente arancioni, e una scala di grigi veramente alta, i suoi satelliti brillanti come non mai gli erano affiliati e davano una sensazione di profondità all'immagine dell'oculare, mezz'ora è passata in un attimo... Giove è grande, immenso, è un re che domina le gravità locali con armonia e consonanza kepleriana. Feci la 3 minuti numero 2 subito dopo.
Poi, M4 un ammasso globulare nello Scorpione proprio nei pressi di Antares, un po debole ma di imponente bellezza a 105 ingrandimenti riempiva quasi l'oculare. Alle 3,45 tra rane e civette, soddisfatto, risalgo in camera.


Per mia colpa ho perso il convegno dell'alba nella sala (di cui non sapevo quale).
La mattina seguente è passata con una infinita passeggiata tra i boschi alla ricerca del "pero" che poteva essere qualsiasi cosa, un mistero, un traguardo immaginario, ma alla fine fu un successo. Sentieri tra rovi e ginestre. Tornammo all'eremo solo dopo circa tre ore affamati come esseri umani. E dopo il pranzo  un po di relax in giardino, considerazioni e saluti, discorsi interessanti con Barbara, Stefania, Sabrina e Flavia.
Ci siamo lasciati con promesse orientali.
Un grazie a tutti, proprio tutti anche ai gatti che ci hanno divertito.

maximoRed


24 maggio

Ore 15.00: Appuntamento all’Eremo
Ore 17.30: Lezione di Chi Kung e Tai Chi Chuan, fino al tramonto
Ore 20.30: Cena

Dopo cena: "Raccontiamo le stelle", piccola introduzione all’Astronomia a cura di Massimo Trinca (www.quellidellavialattea.com)
Portare binocoli, cannocchiali o telescopi.

25 maggio

Ore 05.00: Pratica di Chi Kung in attesa dell’alba
Ore 08.00: Colazione
Ore 10.00: Lezione di Tai Chi Chuan, fino alle 11.30
Ore 13.00: Pranzo e saluti

38.00 € in camera tripla
40.00 € in camera doppia
45.00 € in camera singola

La quota include anche le lezioni

Una quota pari al 50% del costo dovrà essere versato entro il 20 aprile

In caso di rinuncia, comunicata entro l’11 maggio, verrà rimborsato il 50% dell’anticipo. Non sono previsti altri tipi di rimborso.

La sistemazione delle camere avverrà in base alla disponibilità ed in base all'ordine di prenotazione.

 

All'uscita del casello di Orte si prende la superstrada per Viterbo fino all'uscita di Vitorchiano, si prosegue poi in direzione di Viterbo fino alla località "La Quercia". Proseguire sulla strada Respoglio fino ad immettersi sulla strada della Palanzana che porta fino all'Eremo.

Arrivati a Viterbo, davanti al Museo Civico, imboccare sulla sinistra via IV Novembre, proseguire per circa circa 2 km per la strada della Palanzana fino all'Eremo.

Sulle carte automobilistiche l'Eremo è indicato con l'antico nome di: "I Cappuccini"

 



Si trova a meno di tre chilometri da Viterbo, alle falde del Monte Palanzana (802 metri). Luogo dello spirito e di meditazione. Immerso in una natura rigogliosa, offre un panorama mozzafiato verso Viterbo, soprattutto quando, al tramonto, le piccole luci della città si confondono con le nubi azzurrine, giù giù,  fino al monte Amiata e al mare Tirreno.L’eremo è plurisecolare. Risale infatti al 1538 e fu costruito per l’Ordine dei frati Cappuccini. Ospitò nelle sue semplici stanzette Papa Gregorio XIII, San Felice da Cantalice e San Crispino da Viterbo, che fu il primo santo canonizzato da Papa Giovanni Paolo II e del quale si conserva intatta la cella. L’austero edificio fin dalla sua costruzione fu apprezzato come luogo di elezione per le anime pie che volevano avvicinarsi a Dio e che trovavano nella natura circostante frescura, ristoro e pace. (Da: www.sguardi.info)

Eremo di Sant'Antonio
Strada della Palanzana, 33 - 01100 Viterbo
Tel. : 0761342163